Frugalismo Estremo o Malattia? Le abitudini più assurde (e vere) degli italiani per risparmiare

Frugalismo Estremo o Malattia? Le abitudini più assurde (e vere) degli italiani per risparmiare

Se bazzicate questo blog, sapete già come la penso: l’educazione finanziaria è l’unico vero ascensore sociale rimasto e ottimizzare le proprie spese è il primo passo verso l’indipendenza. Ma c’è una linea sottile, sottilissima, che separa il genio della finanza personale dal paziente da ricovero psichiatrico. E credetemi, noi italiani siamo maestri nel superarla con un triplo salto carpiato.

Navigando nei meandri delle community finanziarie sul web, si leggono storie che fanno impallidire lo Zio Paperone e rabbrividire i contabili genovesi. Storie di uomini e donne che, in nome di un fantomatico “risparmio”, hanno abdicato alla dignità umana, alla logica e, spesso, alle leggi della termodinamica.

Oggi mettiamo da parte i fogli Excel e analizziamo questo zoo antropologico. Preparatevi, perché rideremo per non piangere, ma soprattutto capiremo perché il valore del vostro tempo e della vostra salute sarà sempre superiore a una moneta da due euro.

spesa mensile cibo fuori casa

L’Ipotermia come Stile di Vita (e altri disastri energetici)

Partiamo da un grande classico del micragnoso domestico: il risparmio sulle bollette. Un utente racconta di colleghi con neonati in casa che, in pieno inverno, mantengono la temperatura a ridenti 15 gradi, generando macchie nere di muffa sui muri grandi come la Groenlandia. La scusa? “Basta coprirsi”. Altri staccano compulsivamente il router Wi-Fi ogni volta che escono di casa per risparmiare la stratosferica cifra di 5 euro… all’anno.

Ma il mio idolo assoluto è il lavoratore da remoto che utilizza il laptop aziendale solo a batteria, in modalità “risparmio energetico estremo” (probabilmente strizzando gli occhi su uno schermo buio). Durante la pausa pranzo e a fine turno, lo spegne e lo mette in carica, convinto di abbattere la bolletta.

L’errore finanziario: Questa gente ignora il concetto di costo-opportunità. Il tempo e l’energia mentale spesi per rincorrere un risparmio di 4 euro l’anno valgono infinitamente di più. Senza contare i danni collaterali: curare la muffa sui muri (o la bronchite del neonato) ti costerà migliaia di euro. Questo non è risparmio, è miopia finanziaria allo stato puro.

isee troppo alto

Haute Cuisine e Sopravvivenza Alimentare

Il settore culinario regala sempre grandi soddisfazioni. Nelle discussioni online si legge di tutto: dalla tizia che ordina una tazza di acqua calda al bar per poi farci sprofondare una bustina di tè portata da casa (o peggio, fingere che l’acqua calda “sappia di qualcosa”), a chi usa la stessa bustina di tè per una settimana intera.

C’è poi chi invita amici a cena per una pizzata, compra palline di impasto al discount in numero inferiore rispetto agli ospiti, e serve le pizze tagliate a fette spaiate in modo che nessuno si accorga che manca una pizza all’appello. O chi, ordinando una pizza alle verdure al ristorante, si porta un Tupperware da casa per raccattare i peperoni avanzati e farci il sugo per la pasta del giorno dopo.

L’errore finanziario: Qui il danno è al Capitale Sociale. I soldi servono anche a oliare le relazioni umane, che sono la vera rete di salvataggio nella vita e nel business. Se per risparmiare 10 euro ti fai la reputazione del tirchio patologico, nessuno ti inviterà più da nessuna parte, nessuno ti farà favori e, professionalmente, verrai isolato. Hai salvato un deca, ma hai distrutto il tuo network. Complimenti, genio.

Comprare Casa per Affittare

Ricchi in SUV, ma Poveri Dentro

Una delle illusioni più diffuse è che la tirchieria sparisca con l’aumentare del reddito. Falso. L’avarizia è una malattia dell’anima, non del portafoglio.

Si leggono testimonianze di tizi che si presentano in concessionaria per ritirare un SUV da 65.000 euro e tengono in ostaggio il venditore pretendendo il pieno di benzina (e il profumino per interni) incluso nel prezzo. Ci sono professionisti con Porsche da oltre 100k che si rifiutano di pagare 60 euro l’anno di Telepass, preferendo farsi le code chilometriche al casello ad agosto con il braccio fuori dal finestrino a lanciare monetine.
E non dimentichiamo i fior fior di dirigenti, con stipendi a sei zeri e carta di credito aziendale, che si appostano alle macchinette del caffè aspettando che passi lo stagista o lo studente squattrinato per farsi offrire l’espresso.

L’errore finanziario: Queste persone hanno i soldi, ma i soldi non hanno comprato loro la libertà. Sono schiavi di un patologico bisogno di “non farsi fregare”, al punto da barattare il proprio tempo (fare la fila al casello in Porsche) e la propria dignità (scroccare 50 centesimi a un precario) per spiccioli. La vera ricchezza non è possedere il macchinone, è non dover guardare il prezzo di un caffè.

Quanto rende davvero XEON oggi?

Igiene Sostenibile (o furto con scasso?)

Arriviamo al lato più oscuro e scatologico della faccenda. Se rubare i rotoli di carta igienica in ufficio per portarseli a casa è ormai uno sport nazionale ampiamente documentato, c’è chi si spinge oltre i confini della civiltà.

Parliamo di famiglie che, per non sprecare l’acqua dello sciacquone, applicano la regola del “se è gialla lasciala a galla”, o peggio, raccolgono l’acqua di condensa dei condizionatori (o quella di scarto della lavatrice) per tirare l’acqua manualmente. Qualcuno, con orgoglio, ammette persino di dividere i tovagliolini di carta a metà per raddoppiarne la durata.

L’errore finanziario: Ancora una volta, si confonde la povertà estrema con l’ottimizzazione. Vivere in un bagno maleodorante per risparmiare forse 20 euro di acqua all’anno vi degrada psicologicamente. La percezione che avete di voi stessi influenza la vostra capacità di produrre reddito. Se vivete come mendicanti in casa vostra, il vostro cervello si sintonizzerà su una mentalità di perenne scarsità, impedendovi di concentrarvi su come guadagnare di più, perché sarete troppo occupati a dividere un Kleenex in due.

Versare Contanti in Banca

Quando l’ironia finisce: la prigione dorata

C’è una storia, emersa tra questi racconti grotteschi, su cui l’ironia deve fermarsi. È necessario affrontarla con rispetto, perché racchiude il senso più profondo e drammatico di ciò che cerchiamo di insegnare qui sul Diario del Risparmio.

Un utente ha raccontato di un ex collega di lavoro, un omone alto quasi un metro e novanta. Quest’uomo mangiava così poco, pur di non spendere un centesimo, da ammalarsi ripetutamente per la mancanza di vitamine e macronutrienti. Quando andava a trovare gli amici, pur avendo lavorato tutto il giorno portando pesi, si cucinava 60 grammi di pasta e rifiutava di farne di più, mettendo il resto sottochiave.
Una volta, in viaggio all’estero, l’amico lo portò in un gigantesco buffet all-you-can-eat: 27 dollari per mangiare pesce, carne e dolci a volontà. L’uomo aveva promesso di lasciarsi andare, ma arrivato alla cassa andò in attacco di panico. Non riuscì a pagare. Rimase a guardare l’amico mangiare, paralizzato dall’angoscia di spendere quei 27 dollari.
Quest’uomo è morto di tumore a soli 48 anni. Il suo conto in banca era stracarico di soldi.
Dietro questa tragedia, come spesso accade, c’erano traumi infantili: genitori che gli rinfacciavano quanto fosse costato mantenerlo ogni volta che si trovava senza lavoro.

Questo racconto ci sbatte in faccia la cruda realtà: il denaro è un mezzo, non sarà mai un fine.
Se accumuli ricchezza ma il terrore di intaccarla ti impedisce di nutrirti adeguatamente, di curarti, di viaggiare o di goderti una cena da 27 dollari con un amico, allora quei soldi non ti appartengono. Sei tu ad appartenere a loro. Hai passato la tua breve vita a fare il custode di una tomba d’oro in cui alla fine sei entrato.

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La Vera Differenza: Frugalità vs. Tirchieria

Alla fine della fiera, qual è la lezione finanziaria e umana che dobbiamo portare a casa? Dobbiamo tracciare una linea di confine netta, marcata col fuoco, tra due concetti che l’italiano medio confonde costantemente.

Essere frugali significa ottimizzare le uscite per massimizzare il valore della propria vita.
Il frugale taglia spietatamente le spese che non gli interessano (l’auto di lusso, i vestiti firmati, l’abbonamento alla pay-TV che non guarda mai) per poter investire pesantemente in ciò che ama e che gli dà gioia (un viaggio, il tempo libero, l’educazione dei figli, una cena di altissima qualità). Il frugale usa i soldi per comprare la propria libertà e la propria serenità. Padroneggia i numeri affinché i numeri non padroneggino lui.

Essere tirchi, invece, è una malattia degenerativa della mente.
Il tirchio (o avaro) non taglia le spese per reinvestirle in valore: taglia tutto. Il tirchio vive nel terrore perenne della scarsità. È colui che sacrifica le proprie amicizie, la propria igiene, il proprio tempo e la propria salute sull’altare di un foglio Excel. Essere tirchi significa rovinarsi l’esistenza per accumulare numerini su uno schermo che, in nessun caso, potrete portarvi nella tomba.

Ottimizzate, investite, fate budget e siate consapevoli di ogni euro che esce dalle vostre tasche. Ma per l’amor del cielo, tirate quello sciacquone, abbracciate i vostri amici davanti a una pizza intera e ricordatevi che il conto in banca serve a farvi dormire sereni la notte, non a farvi morire di fame di giorno.

Al prossimo estratto conto,
Il vostro cinico esperto del Diario del Risparmio.

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